Continuano a provarci, usando una comunicazione che segreta non può più essere.

Mi assunsero senza contratto, senza parlarmi mai, non potevano perché loro erano quelli che mi proteggevano e se venivano scoperti io non ero più protetto. 

Mi mandarono in missione in stato straniero e da li io già sapevo a cosa andavo incontro. 

Lo capii subito dalla carta di credito. 

Le mie missioni furono cosi’ segrete che anche se tutti mi conoscevano non riuscirono mai a capire le mie mosse, non le dovevano capire nemmeno chi mi diede l’incarico. 

La seconda frase che lessi in codice fu questa: agire come un serpente. 

Potevo gridarlo al mondo chi ero che tanto non conoscendo le mie missioni, il mio scopo, le mie mosse e soprattutto il mio nemico potevo dormire sonni tranquilli. 

Quando feci la mia prima mossa falsa, ovvero essere scoperto, pensai di essere un uomo morto, ma loro non sapevano il motivo per cui mi dovettero uccidere. 

Nonostante la mia mossa falsa non comisi la più drastica: mostrare loro le carte. 

Fui stato scelto non da loro, dagli alti comandi, ma da una persona esterna alle loro funzioni, uno psicologo. 

Conosceva la mia psiche complessa e impenetrabile, perfetta per missioni ombra. 

Per loro fu estremamente difficile comunicare con me, ma fu proprio questa complessità la mia arma vincente. 

Dovettero creare dei sistemi informatici per comunicare con me, non più una persona ma un computer. 

Nessun essere umano era in grado di capire il mio linguaggio, solo un robot, un computer mi poteva capire.

Sapevo che annunciare la loro fine in pubblico li avrebbe dato più potere, in questo modo sarebbero diventati irreperibili e agiranno nell’oscurità senza destare sospetti. 

Sono diventate sempre più potenti ma uccidono di meno, e se possono lo evitano. 

Hanno acquisito cosi’ potere che non hanno più bisogno di uccidere per ottenere quello che vogliono, il potere. 

Ormai non c’è più nessuna tecnologia avanzata di cui esse non siano in possesso, ormai non c’è più base militare che esse non controllino, non si usa più nemmeno il termine infiltrazione mafiosa in quanto i loro boss risiedono tutti in posizione di potere e comando soprattutto politico e militare. 

E’ qui che siamo chiamati noi, agenti speciali pronti a difendere gli interessi dei cittadini e della loro incolumità. 

Ma quando è il cittadino complice del male, il nostro mestiere viene definito da tutti ‘’il più complesso al mondo’’. 

Ho dovuto esplorare oltre la Terra per capire come agire, andare fuori dai radar dei nostri satelliti, MARTE. 

Ma non fisicamente, all’epoca avevo funzioni cerebrali in grado di captare i messaggi dallo spazio. 

Per questo volevano me. 

Volevano tutti sapere chi fosse il mio informatore e io risposi senza mai esitare, ‘’è un alieno’’. 

Ovviamente nessuno mi credette mai, persino io non me ne capacitavo, ma visto la sua totale assenza dai radar non ci potevano essere altre risposte. 

Dio? 

Non credo. 

Non ne fui mai convinto per il semplice motivo che questa spia usava un linguaggio troppo avanzato di cui la razionalità non poteva darne esistenza. 

Per anni fui convinto che il Governo Americano avesse preso persino il controllo di vite extraterrestri e le stesse usano per comunicare con me. 

Fui appunto convinto che quello che sapevano loro lo sapesse la NSA e la CIA. 

Furono tante le volte che agivo con la credenza che stessi lavorando per gli Stati Uniti e non l’Italia, anche se poi il governo Italiano fu sempre aggiornato delle mie missioni.

Io non sono il famoso personaggio dei fumetti e non sono un cowboy. 

Sono un ragazzo di giovane età superdotato, scelto dai migliori per via delle mie doti di comunicazione ultra segrete. 

Più che abilità di guerra e pedinamento sono molto abile a non fare intercettare le mie comunicazioni, è questa la mia forza, che nessuno al mondo possiede. 

Mi hanno chiamato Lucky Luke perché questo nome ha un significato ben preciso in codice. 

Ho fatto la mia prima mossa falsa dall’inizio della mia carriera, essere scoperto, ma nonostante ciò sono tutti rimasti per decenni a cercare di capire con chi e su cosa stessi complottando, con chi stessi comunicando. 

I’m Luca

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