
Parola d'ordine per fermarmi
The Leopard, 2005, casa di Mr. Glu.
Il resto dei quaderni sarà un mistero, il mistero di Dio.
Un giorno nascerà qualcuno come me che finirà al posto mio.
Povero sono, povero rimango.
Io ci ho provato, ma non ha fatto cassa.
Inventati un lavoro se non hai voglia di lavorare: niente, me lo sono inventato e nessuno pagava, nessuno era interessato.
Continuo a fare lo scrittore, dipingere e, in futuro, registrerò altre canzoni, quando sarò felice.
Mi fermo qui.
Mi fermo solo di fronte a Dio: solo lui mi può dire quando fermarmi.
Adesso, se non pagano, basta.
Cazzo, sono testardi i folletti: non lo vogliono capire che non devono piangere.
Le it. Mi impediscono di avere una carriera salutare e lucida, le devono chiudere.
Chi impedisce alla gente di lavorare per 16 anni di seguito? Carcere!
16 anni sono troppi, pazienza finita.
Ho lasciato tutti gli affetti e le amicizie all’estero: in In, Am, Vie, Fra, Ger, Irl, Ci.
Avevo un’amica ci. che lavorava per la Mo. S. ed è ritornata in C.
Amici ru. e co, ita. in giro per il mondo. Qui non ho più nessuno: che minchia ci faccio ancora? Sono solo. Sono un uomo solo qui, senza affetti.
Chi continua a indagare
è mio nemico e rivale.
Criminali non ne frequento: invenzioni americane della F.
Ho sempre frequentato gente per bene, gente studiata che lavora: informatici, video maker, cantanti, attori e anche giornalisti, insegnanti, carabinieri e militari.
Con A. mi ci vedo, mi ci sono sempre visto: è una vera donna, matura e responsabile.
È per quello che mi piaceva. Pazienza, è andata così, non ero il suo tipo.
Chiedo scusa, non ho resistito all’innocenza di quegli occhietti da cagnolini.
Ho svincolato alla provocazione di farmi sputtanare e non alla verità, perché la F. puntava tutto sul documento della testimonianza e non sull’incidente.
Già sapevano che io la galera non la volevo fare, ne erano certi, e volevo far notare a tutti che ho preferito mentire e farla fare a lui.
Loro ne erano certi.
Mi serviva una posizione di potere assoluto per dichiararmi colpevole e fare evitare il carcere a lui: allora ho inventato B, per non fare il carcere, piuttosto che amicizie in politica.
Potevo evitare il carcere solo con la scienza, non entrando in politica. Io in politica non ci vado.
Quasi 30 anni di studio per arrivare a questa scoperta e niente da fare: nessun soldo, nessun merito.
Non chiamarmi, non mi voglio fermare, non dirlo, Leopardo.
Solo la forza della natura mi può fermare, e nient’altro, che sia Dio o la morte.
Andai dall’altra parte del mondo per cercare avventure e vidi solo carcere e galera.
Il mio caro amico L. L. mi disse dipingilo cosí lo vendo.
Andai a casa sua e mi disse ”non mi piace” cosa? Gli chiesi.
IL LEOPARDO
Non dirlo! Non è ancora giunta la mia ora, il mio tempo.
Semmai mi ascolto i Def Leppard.
Hysteria, si perché sono un isterico ansioso.
Se dici Leopardo a me io crepo.
Lo lasciai in bianco, come la pasta che mi aveva offerto, non aveva altro da offrire.
Poi mi dico ”ma che vuoi che ne sappia io quando é giunta la mia ora” manco fossi Dio che decide.
L’arroganza, virtù dei forti o cocciuti? Io sono cosí penso di avere in mano il mio destino.
Amico tu mi credi colpevole? Ma che colpa vuoi che abbia, cercavo solo di aiutare la gente.
Un incidente che secondo la legge era un atto volontario.
Il giudice disse ”l’hai violentata” ma no, era nuda e si toccava, le ho solo detto vuoi che ti aiuti? La volevo solo aiutare ad avere un orgasmo, sembrava in difficoltà non riusciva a raggiungere l’orgasmo.
Come sei entrato a casa sua? Mi chiese il giudice, la porta era aperta gli dissi. Stavo facendo una passeggiata ed entrare per dire al padrone ”hai lasciato la porta aperta”.
Lessi tanti libri di Rockstar, volevo fare come loro ma mi mancava il coraggio di osare, di farmi avanti con le donne, così decisi di camminare lungo a largo per le vie della cittá in cerca di inviti.
Quella porta aperta mi sembrava un grande invito ad entrare.
Ma in casa c’era anche lui…
”Signora si sente bene? La vedo in difficoltá” Le dissi una volta entrato in casa.
Questi ragazzi, sempre a fare a botte, cercano sempre violenza e pericolo, non si sanno divertire senza farsi del male, sempre a picchiare.
I bulli, li chiamano.
Ma quali bulli.
Sono giovani senza educazione, ecco perché i padri non sanno perché li hanno messi al mondo.
”Lei chiede a un genitore perché ha messo al mondo suo figlio?”
Al giudice la domanda non piacque.
Indagava la paternitá in relazione al reato di stupro.
Ma quando ci tieni ai bambini? Chiesi il giudice.
Ma che c’entrano i bambini con lo stupro.
Andai in Chiesa “padre” ma per cosa mi devo confessare? La donna si stava masturbando nel suo letto”
A me sembrava cosa normale aiutarla, io feci solo un’opera da buon uomo.
”Forse non stava pensando a te” disse il giudice.
E lei signor giudice come può provarlo che non stesse pensando a me? Le legge nei pensieri?
Non feci nulla di male, la porta era aperta e andai a fornire il mio aiuto.