Lei si sentiva così forte che pensava fosse tutto a portata di mano.
Lei voleva solo fare l’artista e da una cosa, un sogno ne sono nate altre, lei si è inventato tanti ruoli in questa società.
Volevo diventare più grande di Leo****.
La sua megalomania di cose impossibili l’ha portata a cose macabre, tanti omicidi pur di andare avanti.
Lei non può cambiare la storia, nessuno al mondo può e potrà diventare più grande di Le****, se lei non si dà una controllata ucciderà altra gente.
Ti prestavi bene a seguire gli ordini. Ma non sapevi da chi e per che cosa. Ti creavi un film in testa e non ne uscivi vivo, anzi non ne uscivano vivi gli altri e hai fatto una carneficina.
Le ripeto che non ricordo nulla. Io non so di cosa sta parlando.
Tenente – Te lo ricordo io: Ma*** Se***, sgozzato con coltello da cucina mentre dormiva, fatto a pezzi e messo al forno. Simone Mula, impiccato e tagliato a pezzi. Lu*** Mur****, annegato nella sua vasca da bagno e poi imbalsamato. F*** Fer****, mutilato e poi bruciato vivo.
Stefano Sempronio, incollato e dato in pasto a un coccodrillo. Michele Lauro, prima accecato e poi tagliato gli organi genitali per farlo morire dissanguato. Devo continuare?
Non basterebbe un giorno.
Imputato – Esistono anche criminali indipendenti, associare sempre un delitto a legami con organizzazioni criminali ha solo uno scopo mediatico commerciale. Non capisco perché mi avete coinvolto con questa investigazione con cui io non ho nulla a che fare.
Allora adesso si ricorda? Sta ammettendo le sue colpe? I suoi delitti?
Signor tenente, sto solo facendo il suo gioco, se lei dice che questi sono miei omicidi io la credo, ma ciò non vuol dire che ne sia consapevole. Cosa vuole da me? Una confessione? Sì, sono stato io, se è quello che vuole che io pensi.
Tenente – Lei chiama dei delitti un gioco? Queste parole aggravano la sua posizione. Lei farebbe saltare i nervi anche a un monaco buddhista, le consiglio di collaborare senza fare battute azzardate, le ricordo che sta parlando di fronte alla legge, e che questo non è un film.
Imputato – Se lei è la legge mi dovrebbe dare tutto il potere per difendermi, ma qui sembra che mi siano fatte delle accuse senza prove in mano, sembra che le vostre siano solo insinuazioni.
Adesso le faccio vedere anche le prove. Sicuramente mi dirà che questa persona non è lei, magari è un clone.
Imputato – Vorrei sapere perché sto qui a parlare con voi senza un avvocato, inizialmente sembrava solo un semplice interrogatorio, ora sono uscite accuse di delitti, prove schiaccianti e tutto senza un avvocato.
Qui la legge sono io e io decido se darti un avvocato o meno. Vedi ragazzo, tu ti sei cacciato in un bel guaio e pensavi di farla franca, ma non avevi fatto i conti con me, anzi con noi. Avevi calcolato ogni minimo dettaglio alla perfezione ma qualcosa ti è sfuggito di mano.
Lei continua con queste accuse ma io non la posso venire incontro perché non ricordo nulla e non mi posso difendere su una cosa che non so di aver fatto. Per quel che mi riguarda lei sta bluffando.
Mi parli quasi da saggio e persona superiore a me. Mi chiedo dove trovi tutta questa sicurezza in te, ma credo che a breve non ce l’avrai più.
Imputato – Mi chiami un avvocato!
Tenente – Crepa!
Imputato – Cosa ha detto? Ma che razza di uomo della legge sarebbe lei?
Tenente – Che fai ora? Chiami i Ca****? Tu sei solo uno sporco assassino, un carnefice che ha rovinato tante famiglie, un verme da fogna. Sai che adesso rimarrai inchiodato su quella sedia per ore, giorni, settimane, sino a rispondere a tutte le mie domande. Innanzitutto iniziamo da Lo**. Come l’hai conosciuta?
Imputato – E chi sarebbe questa Lo**? Nemmeno la conosco.
Tenente – Non faccia il finto tonto. Sai benissimo di chi sto parlando. L’hai conosciuta in discoteca? Al ba**? A noi risulta che la conosci molto bene, anzi benissimo. Hai fatto un macello, una, due, tre, cento ragazze, mille, le volevi tutte e hai creato il caos ovunque andavi. Cercavano tutti te.
Imputato – Io ho sempre chiesto i miei diritti, credo anche in passato. Già sapevo di essere indagato e chiesi ai miei amici che reato avessi commesso. Chiedevo solo di avere la mia libertà di movimento.
Tenente – Tu chiedi la libertà? Forse non sai che non avrai più un solo giorno libero della tua vita!
Imputato – Senta lei sta inventando tutto!
Tenente – Rispondi a questa domanda: dove ti trovi?
Imputato – Io so solo che sono in caserma delle forze dell’ordine. Non so nemmeno come sono finiti qui.
Tenente – Che ore sono?
Imputato – La smetta, che domande sono queste?
Tenente – Senti ragazzo tu a me la smetta non lo dici o ti do altri 100 anni di galera, dimmi che ore sono.
Imputato – Sono le 8 di sera.
Tenente – Certo lo hai visto nell’orologio davanti a te, vedi che sei furbo?
Imputato – Mi arresti e mi dia l’ergastolo pur di finirla con queste cazzate tenente.
Tenente – Prima ti faccio sputare sangue dalle orecchie e ti lego al lampadario! Adesso ti leggo quello che hai scritto nei messaggi alla tua prima vittima, cosi’ magari ti torna la memoria.