Lo conobbi di persona a Londra, era il migliore quando dovevano fare colpo secco. Un gangstar buono amico tra i cattivi, era un ottimo informatore. Aveva legami con i contatti alti della criminalità organizzata.

<<Perché soffri la fame? I soldi li hai, vai a fare la spesa>>

<<Non posso>>

<<Ma ne hai tanti, sei ricco, ci sono buste intere da banconote da 50/100 euro nel soffitto>>

<<Ho preso un impegno da rispettare, un patto di famiglia con mia mamma>>

<<Ma non è più viva, è morta>>

<<I patti famigliari si rispettano anche dopo la morte, io credo ai fantasmi>>

Rubava ogni giorno, legavo i soldi con dell’elastico e li mettevo dentro delle piccole scatole. Poi li gettavo nel soffitto.

Doveva cambiare strategia quando sognai degli occhi e fui messo al corrente dello spionaggio in casa.

<<Quanto credi che ci sia?>>

<<Tanti soldi ma non si possono quantificare>>

<<Ma ci sono soldi provenienti dalla droga?>>

<<No, quella che coltivavo me la fumavo io, la regalavo agli amici ma non mi facevo pagare, non avevano soldi, erano tutti disoccupati>>

Per 16 anni, senza fare nulla.

come spia per avvisare gli americani di legami con terrorismo, e qualcuno sempre nella polizia pur di non ammettere l’errore e che mi trovai li solo per lavoro, vuole farlo credere a tutti i costi, stanno collegando tutto a loro favore, creando teorie di complotto credibili.

Non posso dire se sia vero o falso, vuole che io non dica cose che non so e che lasci fare a loro il loro lavoro. Stanno cercando di insegnarmi di non fare complottismo.

Sta arrivando disse.

Verrà indagato.

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