Guerra nello Yemen:
Lo Yemen, uno dei paesi più poveri del mondo arabo, dal 2014 convive con una guerra civile che, secondo Armed Conflict Location & Data Project (ACLED), ha ucciso più di 100.000 yemeniti dall’inizio del conflitto. Oltre 12.000 tra questi sono stati uccisi in attacchi mirati, inclusi 7.500 bambini. Molte città yemenite sono state distrutte dalle bombe. Secondo le Nazioni Unite, se alle morti violente si aggiungono quelle correlate, a dicembre 2020 le vittime del conflitto sarebbero 233 mila.
Il conflitto vede coinvolto il movimento armato Houthi, sostenuto dall’Iran, che controlla la capitale Sanaa e gran parte dello Yemen Nord occidentale, e una coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita in sostegno del governo centrale. Nel 2019 le Nazioni Unite hanno dichiarato che sia gli Houthi che il governo hanno commesso crimini di guerra, come uccisioni arbitrarie, stupri, torture e reclutamento di bambini soldato. Genocide Watch ha pubblicato un avviso di emergenza per rischio genocidio ai danni della popolazione locale, vittima di bombardamenti e privata di cibo, acqua e servizi essenziali dalla coalizione a guida saudita.
https://it.gariwo.net/magazine/diritti-umani-e-crimini-contro-lumanita/crisi-nello-yemen-22937.html
IL SUDAN in guerra:
Dopo un anno di guerra civile il Sudan si sta trasformando in uno stato fallito. A lanciare l’allarme nel primo anniversario dall’inizio delle violenze sono le organizzazioni umanitarie alle prese con la situazione sul terreno. “Nell’ultimo anno ho visto il mio paese precipitare nella violenza, nella follia e nella distruzione – ha detto il direttore dell’Islamic Relief per il Sudan, Elsadig Elnour – nell’indifferenza del resto del mondo”. Secondo Medici senza frontiere il paese sta affrontando una drammatica crisi umanitaria, con oltre 8,4 milioni di persone, circa il 16% della popolazione tra cui 2 milioni di bambini sotto i 5 anni, costretti a fuggire dentro il paese o oltre frontiera, ed è sull’orlo di una carestia di massa. Il conflitto, una lotta di potere tra le forze armate sudanesi (SAF) guidate dal Generale Abdel Fattah al-Burhan e i paramilitari delle Forze di Supporto Rapido (RSF) ai comandi di Muhammad Hamdan Dagalo, signore della guerra noto come Hemedti, secondo l’Onu ha già provocato più di 14.600 vittime. Ciononostante, la risposta umanitaria è rimasta tragicamente inadeguata: solo il 5% dei fondi richiesti sono stati stanziati, rendendo disperata una situazione già critica, in cui le autorità sudanesi bloccano sistematicamente la consegna di aiuti in alcune aree, mentre le RSF saccheggiano strutture sanitarie e forniture. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha messo in guardia la comunità internazionale davanti alla probabilità di un’ulteriore escalation di violenza “poiché le parti in conflitto armano i civili – ha spiegato – e sempre più gruppi armati si uniscono ai combattimenti”.
https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/il-sudan-e-la-guerra-fantasma-170303
ROMA – Il Myanmar è sull’orlo del baratro, nella morsa di una crisi umanitaria sempre più difficile da affrontare e da risolvere e che ormai incalza da febbraio 2021, quando la giunta militare con un colpo di stato è tornata al potere. Gli sfollati attualmente sono tre milioni: persone fuggite a causa del conflitto e dell’insicurezza generale. Un terzo dei profughi sono bambini che hanno smesso di andare a scuola e oggi sono esposti a diverse forme di abusi: dal reclutamento forzato al lavoro minorile.
https://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2024/05/06/news/myanmar_la_guerra_civile_e_sempre_piu_cruenta_tre_milioni_di_persone_sono_gia_state_costrette_ad_abbandonare_le_loro_case-422841135/

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